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FOTOGRAFIA

Lo scatto
Com'è la sensazione dello scatto giusto? E' come un'idea improvvisa, una spruzzata d'acqua fredda: percepisci immediatamente la sensazione di arrivo

linfatica MONZA - Per il fotografo è il gesto più semplice, il più scontato, l'inizio e la fine di tutto.
E' il primo approccio con il mezzo fotografico, la chiave del regno. Stralcio di vita, cellulari al cielo, macchine fotografiche al collo, immagini ricorrenti della nostra quotidianità. Lo scatto è per alcuni quasi un'esigenza, per altri un'abitudine.
Ognuno di noi fissa un momento di vita grazie ad un semplice bottone. Eppure non tutti gli scatti sono uguali.
Uno scatto può essere sordo, distratto, banale. Mentre lo esegui te ne accorgi. Premi il bottone e ti senti vicino allo scopo, ma non soddisfatto.
Non ricevi la sensazione che vorresti. E' uno stato di fastidio, di attesa, quasi di delusione.
Ma ad un certo punto qualcosa cambia, lo stesso soggetto di prima ti regala una cosa nuova. L'istante prezioso.
All'improvviso scatti, l'immagine entra prepotentemente nella macchina fotografica, attraverso la lente corre lungo l'obbiettivo, sbatte contro gli specchi, si imprime ed è finalmente storia.
Ora l'immagine ha vita propria, è lì che ti guarda e si esibisce, si pavoneggia ed è come se tu la conoscessi già.
E' sempre stata lì ma l'hai vista solo tu. Si rivela per quello che è ed è esattamente come la volevi. E' tua. Ma com'è la sensazione dello scatto giusto?
E' fulminea, simultanea allo scatto e come lui fa rumore. E' un istante di euforia, un nastro tagliato al traguardo. E' come un'idea improvvisa, una spruzzata d'acqua fredda, tutto combacia perfettamente, percepisci immediatamente la sensazione di arrivo.
Quello scatto sarà certamente il migliore, quello che stamperai, esporrai e che speri parlerà allo spettatore.
E' quello che ti assomiglia. Lo scatto giusto rivela segreti anche al fotografo che lo ha fatto, non è solo una questione di luce e di composizione, è piuttosto una sovrapposizione di idee. Quella mentale con quella reale.
La macchina fotografica ha fatto per te quello che la tua mente voleva ma non sapeva ottenere.
Non capita tutte le volte ma quando capita te lo ricordi e in seguito lo cercherai in ogni scatto, sempre.

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Marta Bernareggi
(14 gennaio 2011)



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