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CONCORSO ITALIA PITTURA

La riscossa dei "comuni mortali"
Il Festival sarà una casa protetta, accogliente, dove sentirsi liberi di espimersi con le tecniche più disparate, più consone alla proprio sentire, abitata e seguita da esperti dell'arte che giudicheranno le opere e i contenuti, non i nomi o le facce dei concorrenti

Carabba MILANO - Girovagando e attraversando con il mio cammino, che dura da sempre, parecchie strade e luoghi d'arte, spesso mi sono scontrata, per così dire, con una sottile quanto invalicabile cortina, che rende il mondo dell'arte e dintorni un mondo inacessibile ai più.
Una sorta di muro che protegge chi sta dentro, tenendo al di fuori tutti i comuni mortali che, pur avendo capacità e talento, non hanno la fortuna di avere quella "marcia in più". Mi riferisco a quelle conoscenze, quelle critiche e recensioni, quei luoghi e quel modo d'essere, insomma, che fanno di un artista la persona giusta al momento giusto con le persone giuste, che aprono la porta che fa la differenza.
In questo scenario, come è facile intuire, l'essere nate femmine non facilita il percorso, tortuoso già di per sè.
E non solo per un’aprioristica mancanza di considerazione, perchè "donne artiste" sono sempre esistite, anche se relegate in angoli seminascosti della storia dell'arte, evolvendosi faticosamente come donne e come artiste.
Il punto è che oggi le donne che "fanno arte" sono tante, tantissime, un esercito portatore di nuovo potere che ci rimanda a quella parte sacra del femminile che può anche far paura a molti. Donne che, pur avendo realtà diverse, a volte difficili e costellate da mille problemi ed impegni, riescono ad esprimersi, donandoci una parte del loro mondo e facendoci entrare, anche inconsapevolmente, nel loro giardino segreto. Ma rimangono nell'ombra, in un sub-strato nascosto, lavorando a ritmo pieno, ritagliandosi questi momenti come stessero intessendo enormi coperte patchwork dai colori vivaci, accesi, tenui, multiformi.
In questo mio cammino ne ho incontrate tante, trovando in loro anche dei veri talenti, dove l'unica benzina che bruciava si chiamava passione e la passione sa essere potente, molto potente.
L'idea del Festival Women in Art nasce proprio per mettere in risalto e proteggere questo enorme patrimonio, dando spazio alla creatività al femminile e per dare quindi alla donna pari opportunità rispetto all'uomo in modo concreto e tangibile.
Da quest'anno il Festival, con i Concorsi Italia, aggiunge un nuovo tassello a tutto questo, quello importantissimo dell'accessibilità ad alto raggio delle arti nel territorio: diciamo che getta un ponte per aprire quella porta e rendere "l'entrata libera" a tutti coloro che sentono di avere qualcosa da dire a da portare di sè sul tema del femminile nell’arte.
Una grande opportunità da cogliere, con cui potersi confrontare, analizzare nel profondo e dare sfogo alla propria creatività a tutto tondo, dove anche il solo partecipare è carico di significato: io esisto, ci sono, creo e tu mi stai guardando... mi vedi, sono importante.
Chi fa arte, anche se non come professione a tempo pieno, sente dentro sè prima o poi il bisogno di avere un suo momento di gloria, di avere quel riconoscimento intimo e pubblico che lo sostenga nel suo cammino spesso in salita, un feedback da chi guarda anche con un occhio "e-straniero": ecco, il Concorso è anche questo.
Mi piace descriverlo come una casa protetta, accogliente, dove poter essere liberi di espimersi con le tecniche più disparate, più consone alla proprio sentire, abitata e seguita da esperti dell'arte che giudicheranno le opere e i loro contenuti, non i nomi o le facce dei concorrenti.
Non perchè facce e nomi non siano importanti, ma perchè arrivano dopo; in primo piano ci sono il valore e la profondità dell'opera, la capacità propria intima e unica di interpretare il concetto del tema proposto dal Concorso.
Concludendo, aggiungerei che l'importante di un concorso consiste principalmente nell'esserci, manifestarsi, indipendentemente dal giudizio finale.
Anche se vincere è il gradino, la meta finale, il viaggio che si intraprende per arrivare a questo, la sfida che si mette in atto con se stessi per un obbiettivo reale e concreto dà forza. Significa valorizzare quello che creiamo, credendoci in prima persona, e condividendolo con il mondo che ci circonda.


Nella foto LeoNilde Carabba, Presidente della Giuria del Concorso Italia Arte Visiva Pittura


Roberta Barbieri
(03 aprile 2011)


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