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INTERVISTE

Il fotografo Elias Vella si racconta
Nato in Germania, si avvicina fin da piccolo al panorama artistico grazie all’amicizia con Filippo Galletto, noto pittore dell’agrigentino. Studia all’Istituto d’Arte per poi proseguire Educazione Visiva alla Kunstschule di Heidelberg, e infine ottenere una laurea a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Agrigento

Elias BRESSO - Fotograficamente, nasce con la Canon Datematic, custodita gelosamente dal padre, e dai preziosi consigli dell’amico Andrea Casà.
Nello specifico, si svezza frequentando i set fotografici tedeschi, da cui trae ispirazione e dove conosce Anja Spirkl, grande intenditrice della luce, e il giornalista Franz Humler, che gli svela i segreti della foto di reportage.
A Milano, dove incontra Luca Patrone, noto fotografo di moda con cui inizia una bellissima collaborazione e amicizia, entra in modo più diretto nel mondo della moda. Da qui nasce l’avventura presso il Power Space T11.
Le caratteristiche di Elias che più appezzo sono il buonumore, il saper mettere a proprio agio chi gli parla, e la sua voglia di fare, di non restare fermo, aspetti importanti per una persona che non si sente un professionista, nonostante le innumerevoli esperienze dimostrino il contrario.
Elias è cosciente di ciò che apprende e conosce, e per me il “suo stile” è racchiuso proprio lì, e nella sua affermazione quando gli chiesero come smascherare i finti fotografi: "“Semplicemente gli commissionerei un lavoro con una reflex analogica, da usare rigorosamente in manuale. Per fortuna i grandi brand sanno riconoscere il professionista; semmai bisognerebbe educare tutti gli altri a diffidare da neofiti che si spacciano per grandi vati della fotografia”.
Lo abbiamo incontrato per rivolgergli alcune domande.

Elias Com’è il mondo della moda in Italia?
Per la mia indole vagabonda ho girato parecchio, sia per lavoro sia per piacere, e l'Italian style non a caso è rinomato in tutto il mondo.
Nel tempo ha avuto picchi di qualità ma, ahimè, anche periodi abbastanza anonimi. E' un settore che dovremmo proteggere tutti non solo gli addetti ai lavori.
Molte aziende preferiscono investire all'estero per abbattere i costi e questo ci porta ad un fenomeno di riduzione della qualità.

Essendo un fotografo del settore, cosa ti affascina di questo mondo?
Quando mi ritrovai la prima volta su un set fotografico di moda, mi sentii quasi spaesato. Tutto era perfetto. Una cura maniacale per i dettagli, (capelli, trucco, luci, organizzazione del lavoro). Tutti si muovevano in sincrono.
Quando feci i primi scatti, mi accorsi subito di quanto impegno servisse per la buona riuscita del lavoro.
Diciamo estetica e perfezione, sicuramente.

Durante gli shooting fai prevalere l’improvvisazione o segui un percorso definito?
Necessariamente bisogna seguire un mood, ma non sai mai cosa può accadere. A volte si ha poco tempo per scattare. Nonostante cerchi sempre di progettare il mio shooting, dietro l'angolo si nasconde l'insidia (modella inappropriata, trucco sbagliato, un flash che ti dà buca…) ed è li che bisogna improvvisare.
L'esperienza conta molto e grazie a Dio ho conosciuto persone che mi hanno dato parecchio in questo genere di situazioni.
La calma, la sicurezza e l'adeguamento sono alla base del mio settore.

La fotografia di moda come ha influenzato il tuo stile?
Non ho uno stile definito e mi auguro di non averlo mai. Se prima emulavo molti colleghi rinomati, copiandone la luce, il mood e la tecnica, con la foto adv ho sviluppato una capacità cognitiva che mi consente di sapere in anticipo cosa vuole il cliente e riconoscermi nel mercato odierno.

Divertimento nel lavoro?
Rido in anticipo pensando a quante ne ho viste. Sì, il divertimento non manca mai. Non può essere altrimenti, saremmo delle macchine... e a tal proposito mi viene in mente, quando ancora assistente, stavamo per recarci in un set con Luca Patrone e per una sua svista restammo senza benzina in centro a Milano.
Il punto è che la sua auto era un Suv Chevrolet Blazer e sotto la pioggia, in mezzo al traffico milanese, spingemmo quel mostro per 500 metri fino al primo rifornimento. Ridemmo come due stupidi.

Cosa c’è d’artistico nella moda per te?
La foto è arte! Di qualunque natura essa sia. Se per questioni di mercato non si è tenuti a mantenere un determinato stile, ne possiamo inventare di tutti i colori e lì si dà sfogo alla creatività!


In alto due foto di Elias Vella


Ilaria Borraccino
(03 aprile 2011)



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