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SCULTURA

ILV: Ossimori del vivere
Vincitrice del Premio WEB ARTIST in occasione di MostraMi 6 (Milano, 12 maggio 2013) ILV è una psichiatra. Da sempre interessata all'arte, nel gennaio 2012 avviene la sua epifania artistica. Qualcosa scatta. Da autodidatta, inizia a sperimentare e a ricercare la propria via di comunicazione attraverso la scultura, per raccontare ciò che per anni ha portato dentro di sé.

            

MILANO - "Artisti non si nasce. Si diventa", potrebbe essere lo slogan adatto per presentare una piccola quanto significativa fetta di coloro che nel corso della propria esistenza hanno scelto l'arte come strumento di comunicazione con il mondo, soltanto dopo aver compiuto percorsi altri, che li hanno maturati e, forse, questionati al punto da cercare e trovare le risposte attraverso la pratica di una disciplina artistica.
E' il caso di ILV - novarese di nascita e milanese di adozione - di professione psichiatra, che ha trovato nella scultura il mezzo per esprimere e raccontare ciò che per molti anni ha portato dentro di sé.
Vincitrice del Premio WEB ARTIST in occasione di Mostra.Mi 6 - evento a cui abbiamo dedicato spazio in articoli precedenti - l'abbiamo intervistata per conoscere la sua storia e la sua arte più da vicino.

Col senno di poi, che cosa ti spinse a dichiarare a 12 anni che saresti diventata una psichiatra?
ILV:
La profonda consapevolezza, ogni giorno confermata, che non sarei potuta essere altro da ciò che sono o fare altro da ciò che faccio.
Per rifarmi ai miei studi classici, come diceva Terenzio "Homo sum, humani nihil a me alienum puto".
La comprensione dell'uomo nei suoi più profondi e tortuosi meccanismi è la sfida più intrigante e appagante che possa esistere, per quanto mi riguarda.

Nella tua personale esperienza, che cosa hanno in comune la disciplina della psichiatria e l'arte della scultura?
ILV:
La comunicazione. L'intento di entrambe è l'espressione di stati d'animo, concetti, sensazioni.
Elaborazioni di vulnerabilità che prendono forma: dal concettuale al materico.
Espressione di impulsi e pulsioni, che nascono come guizzi istintivi per essere poi smussati dalla ragione, mantenendo il loro carico di cinico realismo.

            

Che cosa desideri raccontare attraverso la serie di opere "Gli ossimori del vivere"?
ILV:
Fondamentalmente voglio raccontare l'angoscia, il tormento, il dolore che accomuna la natura umana.
Ricorro al sarcasmo, al cinismo per esprimere concetti che, credo, nella maggior parte dei casi vengano colti solo da chi realmente vuole trascendere l'apparenza.
Ogni opera è un racconto. Al lettore il voler leggere tra le righe.
In questa serie di opere la mia ricerca si è ulteriormente rivolta al mondo dell'emotività con il volontario ricorso a manichini: rappresentazioni emblematiche di sagome abbozzate della "non identità".
Corpi alienanti, in cui la soggettività e l'individualità si dissolvono, in antitesi concettuale con l'Umanesimo e la centralità dell'Uomo.
L'uomo perde il proprio ruolo e la propria dignità: da soggetto ("homo faber") diventa oggetto, parte dell'allestimento di un'opera, strumento di comunicazione di stati d'animo e condizioni universalmente traducibili.

Come scegli i materiali da impiegare nelle tue opere? Che peso hanno queste scelte nella creazione dell'opera finale?
ILV:
I materiali sono perno della creazione, elemento costitutivo e caratterizzante l'opera e i suoi significati.
La scelta è meticolosa ed estremamente ricercata, "ossessiva", se mi concedete il termine.
Tutti i materiali trovano una loro precisa funzione nella dinamica comunicativa, finalizzata a rendere più diretto e riflessivo il messaggio visivo.

Per approfondimenti, contatti, opere, eventi, visita il sito: www.ilv-art.com



Nelle foto sopra, particolari delle opere "Amitié" e "Libertà", dell'artista ILV.

Daniela Bestetti
(11 luglio 2013)


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