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FOTOGRAFIA - Focus on

Jessica Backhaus & Klaus Kehrer: prima dell'opera
E' stata la Fiera del libro di Francoforte a farli incontrare: lei fotografa in cerca di un editore, lui a capo della Kehrer Verlag, una delle più famose case editrici del settore. Solo l'ultimo giorno, quello della chiusura, dopo essersi esaurita moralmente ed energeticamente, Jessica incontrò Klaus, la cui filosofia è che, prima di pubblicare un autore, vuole entrare in sintonia con l'essere umano.

RHO - L'incontro del primo marzo che ha inaugurato la mostra fotografica di Jessica Backhaus a MiCamera, la nota libreria e galleria fotografica di Milano, ha registrato la contemporanea partecipazione della fotografa e dell'editore, Klaus Kehrer.
Nel corso dell'appassionante racconto dei due professionisti, si è scoperto come l'ingegno di Jessica Backhaus ha colpito il senso estetico di Klaus Kehrer, così da coinvolgerlo in una lunga collaborazione.
Molto è stato raccontato con divertenti aneddoti e considerazioni dai due diretti protagonisti, grazie anche ai commenti e alla efficace traduzione di Giulia Zorzi di MiCamera.
Jessica Backhaus nasce in Germania. La madre e il padre, rispettivamente attrice e regista di teatro, le hanno permesso di trascorrere molte ore della sua infanzia e adolescenza osservando la scena e acquisendo il senso della composizione dal punto di vista scenografico prima che tecnico-pittorico.
Questo è uno dei segreti che permette a Jessica di scattare una fotografia senza la necessità di preparare l'ambiente, sfruttando quello che è già presente sulla scena: i movimenti degli attori e le loro emozioni, la disposizione degli elementi scenografici, e infine la luce naturale.
Jessica ha acquisito competenze anche nel campo cinematografico, approfondendo la tecnica con studi sulla fotografia, fotogiornalismo e comunicazione visiva a Parigi.
Nella capitale francese incontra il suo mentore, la fotografa Giselle Freund.
All'inizio della sua attività di fotografa è stata photo editor, in seguito trasferendosi a New York ha approfondito lo studio delle opere dei grandi fotografi e, lavorando nel campo della moda, ha ulteriormente compreso l'uso delle luci.
Klaus Kehrer ha fondato la sua casa editrice, la Kehrer Verlag, nel 1995. Nel tempo, grazie alle collaborazioni con grandi esponenti della fotografia, tra cui Thomas Ruff, Alec Soth e la più recente rivelazione Nina Poppe, la Kehrer Verlag è divenuta oggi una delle più famose case editrici in campo fotografico.
Kehrer Verlag è uno dei sei editori impegnati nell'European Publishers Awards for Photography, iniziativa che mira a sostenere la pubblicazione di progetti fotografici contemporanei.
La casa editrice ha pubblicato cinquecento volumi, 80% fotografia e il restante 20% arte: questo anche per creare una massa critica, un traino e un sostegno economico per le future pubblicazioni. Ma il fattore economico non è quello principale per sostenere un progetto, e questa è stata la molla che ha trasformato Klaus Kehrer da collaboratore di una casa editrice in editore, rischiando in prima persona, svincolandosi dalla sola logica commerciale, e permettergli di pubblicare un autore in base anche ad approfondite considerazioni artistiche e personali.
Jessica Backhaus è alla quinta pubblicazione con Klaus Kehrer, dopo che si sono incontrati alla fiera del libro di Francoforte, dove l'editore esponeva le opere della sua casa editrice e la fotografa si era recata per mostrare le sue opere ai vari editori.
Jessica ha incontrato Klaus solo il giorno della chiusura, dopo essersi esaurita moralmente ed energeticamente nei dieci giorni della fiera trascorsi in incontri inconcludenti.
La filosofia di Klaus è che, prima di pubblicare un autore, vuole approfondirne la conoscenza, svelarne la personalità, al di là di apprezzarne le opere: solo dopo essere entrato in sintonia con l'essere umano, si può pensare di procedere nel progetto.
Jessica si era recata a quella fiera di Francoforte (era il 2004) con molte perplessità sulle sue capacità artistiche, mettendo in dubbio anche il suo futuro di fotografa.
Viveva un periodo di crisi, ma aveva ben chiaro quale fosse il suo progetto: la sua motivazione e la sua vocazione erano fortemente sostenute dalle personali capacità di promozione del proprio lavoro, dote essenziale ed importante per ogni artista che vuole emergere dalla massa e che si presenta ad una fiera, dove migliaia di fotografi sono alla ricerca di un editore pronto a sostenerli.
Jessica aveva con sé le sue opere, un menabò con ottantasei fotografie raccolte non in un anonimo album, ma in uno speciale contenitore che riproduceva un vassoio con centrino, tazza in porcellana, zucchero e cucchiaino.
Questa insolita presentazione colpì Klaus, che dopo aver mostrato all'amico Kurt le opere di Jessica, si impegnò a contattarla.
Sei mesi dopo Klaus Kehrer chiamò Jessica Backhaus, iniziando così con Jesus and the Cherries questa splendida collaborazione.
La mostra delle opere fotografiche di Jessica Backhaus Daily Images - Immagini quotidiane a MiCamera, curata da Giulia Zorzi e Flavio Franzoni, si è conclusa nel mese di aprile, dove sono stati esposti lavori realizzati dalla fotografa a partire dal 2001 e una breve anteprima del nuovo progetto.


In alto nelle foto, scatto di Jessica Backhaus della serie "Jesus and the Cherries" e relativo book fotografico pubblicato da Kehrer Verlag

Massimo Cova
(7 maggio 2012)


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