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MUSICA

MARIA STELLA CHIAPPINI E QUELLA STRANA GIORNATA
Una magnifica storia uscita dalla sapiente penna della scrittrice Rita Charbonnier "La strana giornata di Alexandre Dumas". La protagonista del romanzo, Maria Stella Chiappini, personaggio realmente esistito e oggetto di un baratto con un neonato maschio, a causa del quale perderà tutto (la vera madre, l'autentica famiglia, i nobili privilegi e la propria identità), ha un'unica colpa da scontare per tutta la vita: quella di essere nata femmina, poiché "...Le femmine danno sempre parti difficili perché sanno che vita le aspetta e non hanno nessuna voglia di cominciarla." (da "La strana giornata di Alexandre Dumas" di Rita Charbonnier).

SESTO SAN GIOVANNI - Nella media Valle del Tramazzo, lambita dalle acque del fiume Marzeno e al confine tra la provincia di Forlì-Cesena e la Toscana, si erge il grazioso comune di Modigliana, borgo che vanta origini assai antiche e una storia ricca di eventi importanti fin dall'alto medioevo. In tempi più recenti, è qui che nasce Silvestro Lega, pittore tra i maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli nell'800, ma ancora, si narra che in questa piccola cittadina romagnola, nella notte tra il 16 e il 17 aprile del 1773, due donne partorirono, quasi contemporaneamente, un maschio e una femmina. Da quel momento, sulle dolci colline forlivesi, la storia della neonata Maria Stella Petronilla Chiappini, ignara di un destino beffardo che di lì a poco l'avrebbe travolta, assume le tinte fosche tipiche del mistero.
I sogni di una bimba si spezzano presto per lasciare spazio al tormento, all'inquietudine, alla delusione e al tempo stesso alla forza e alla consapevolezza di una condizione che le impedirà di essere completamente se stessa, poiché oggetto di un gioco, quanto mai antico, di meri interessi politici ed economici. Modigliana diviene così teatro di un triste scambio tra infanti, tra Maria Stella e il futuro re di Francia Luigi Filippo d'Orléans, e di quegli enigmi storici, che forse, non vedranno mai una soluzione.
Chi meglio della scrittrice Rita Charbonnier, penna raffinata di straordinaria sensibilità, poteva prendersi cura di una storia così affascinante e trovarvi ispirazione al punto di scrivere un romanzo dal titolo "La strana giornata di Alexandre Dumas". Pagina dopo pagina, il lettore si ritrova catapultato in un passato misterioso, ricco di colpi di scena e sapientemente descritto dall'autrice, svelato e decifrato in tutto il suo scorrere. Unendo come sempre l'energia narrativa che la caratterizza, alla meticolosa documentazione storica - i lettori ricorderanno l'articolo scritto a proposito del libro "La sorella di Mozart") - Rita Charbonnier fa rivivere uno splendido personaggio femminile, Maria Stella Chiappini, che, incalzato dalla ricerca della verità sulla propria identità, oggi più che mai diviene espressione di una ritrovata immagine di emancipazione femminile. Non voglio svelarvi troppo della storia, per non togliere il piacere immenso della lettura di un libro così seduttivo e di profondo spessore, di quelli che si fanno leggere tutto d'un fiato, per intenderci, ma vi sarete chiesti cosa c'entrino Dumas e la musica (soggetto dei miei scritti in questo magazine).
Cercherò di fare un po' di ordine in questa intricata vicenda... La scrittrice Rita Charbonnier ambienta la narrazione a Parigi nel 1843. Alexandre Dumas, romanziere e autore di teatro, sta vivendo un momento difficile, poiché la vena creativa sembra averlo abbandonato facendo vacillare il suo futuro di scrittore. Su consiglio di un amico, si reca da un'astrologa in cerca di risposte sul suo incerto avvenire. E' un incontro davvero particolare quello che si svolge nell'appartamento di Rue de Rivoli, tra Maria Stella Chiappini e lo scrittore francese. Dumas è incuriosito e divertito da quella donna che, con uno strano accento misto d'inglese e italiano, tutto sembra fuorché una veggente. Raffinata e alquanto stravagante, dall'eloquio fluente come un torrente in piena, Maria Stella ha attratto a sé lo scrittore con l'inganno (non è infatti un'astrologa) e, con brillanti incastri narrativi tipici dell'autrice, nello spazio di un unico giorno, riuscirà a raccontargli la storia della propria vita, così fitta di trame segrete e persino di un omicidio, affinché lui la renda immortale in un romanzo. Maria Stella delinea in tutta la sua sorprendente unicità un'esistenza ricca di colpi di scena, in cui non mancano aspetti profondi di umanità dolente - come il difficile rapporto con i "finti" genitori, il conflitto sul filo dell'odio-amore con la madre Vincenza - e la crescita che Maria compirà nella personale e caparbia affermazione della propria identità. Dumas ascolta la donna, affascinato e scettico al tempo stesso; i due si misurano tra distanze e riavvicinamenti, si scrutano, si confrontano tra i battibecchi, sorseggiando dell'ottimo tè inglese, mentre i racconti e la conoscenza reciproca si dipanano tra due personalità così contrastanti, ma risolute entrambe nei loro principi.
In queste pagine di straordinaria bellezza, la scrittrice Rita Charbonnier ci accompagna in un tempo e in una storia solo apparentemente lontani, ma così ben ricostruiti da donarci anche la possibilità di assistere ad un interessante scorcio del teatro musicale settecentesco. Ecco come nel romanzo entra in scena la musica! Maria Stell è poco più che una bimba quando, con i capelli "che cadevano sulla schiena come un mazzo di spaghetti", prende lezioni di clavicembalo dal maestro Paolo Bencini, al quale un giorno confida il grande desiderio di imparare a cantare l'Opera.
"Mariuccia Stella, amorosa, tu avrai forse una voce gradevole e di sicuro sei intonata. ma, timida come sei, non potresti mai cantare! Mai, credimi. I cantanti sono individui sfacciati, concentrati su di sé, che adorano stare al centro dell'interesse generale. Se mancano queste doti, o piuttosto questi difetti, è inutile anche immaginare di provarci». Maria Stella scoppia in un pianto disperato.
Bellissima è la descrizione delle emozioni che ella prova ascoltando Orfeo ed Euridice del musicista Ferdinando Bertoni, in scena a Firenze al Teatro della Pergola nel 1784 (uno dei più antichi teatri italiani, la cui costruzione risale alla metà del 1600). "Il canto di Orfeo si levava sul suono del cembalo e lo sommergeva. Gli arpeggi musicali non esistevano più; esisteva solo quella meravigliosa voce che usciva dal petto, dalla gola, dalla testa del cantante, che vibrava a tempo col mio respiro e trasformava il mondo polveroso in cui vivevo in un luogo fecondato dalla pioggia. Coglievo ogni sussurro del castrato con l'udito e con la vista, poiché avevo gli occhi incollati alle sue labbra pittate di rosso e alle sue guance coperte di biacca; il sussurro diveniva un merletto di vocalizzi, quindi un grido straziante, e io dovevo strizzare le palpebre per far scivolare giù le lacrime (.) Quando l'atto finì, non ebbi la forza di applaudire (.) Compresi che ero l'unica persona nella sala ad aver partecipato con tutta se stessa a quel momento sublime e mi parve d'essere circondata da un branco di individui senza udito e senz'anima."
In una sera fredda e piovosa, dopo un acceso diverbio con la madre adottiva Vincenza (bellissima figura femminile, vittima a sua volta dello scambio delle culle), Maria Stella fugge di casa e trova rifugio nel Teatro di Piazza Vecchia a Firenze (un piccolissimo teatro di legno, dove si esibiva la popolare maschera fiorentina di Stenterello), allora sede della Accademia Drammatica degli Arrischiati. E' qui che entra in contatto diretto con il magico mondo del teatro e del canto, che ha tanto sognato; si stanno infatti svolgendo le prove de "La cecchina", ossia "La buona figliuola" di Niccolò Piccinni, su libretto di Carlo Goldoni.
"Conosci l'opera che stiamo mettendo in scena?", domandò l'impresario (.). Maria Stella risponde di no, ma alla richiesta di provare a cantare qualcosa, intona "O cessate di piagarmi" di Alessandro Scarlatti. . "Amavo l'aria di Scarlatti, nella quale la linea del canto è tutta giocata su note contigue e batte sempre attorno allo stesso punto, con poche diversioni; non salta, non si libra, ma è conficcata nella piaga e in quella si muove e si rigira; eppure si potrebbe ascoltarla mille volte senza stancarsi. E il testo . oh, il testo parlava di me".

O cessate di piagarmi
O lasciatemi morir
Luci ingrate, dispietate
Più del gelo, più dei marmi
Fredde e sorde ai miei martir.

Grazie alla musica e al canto, Maria Stella potrà vivere un intenso periodo propizio, divenendo lei stessa, per una serie di circostanze in quel momento favorevoli, la protagonista dell'opera di Piccinni, quasi a cantarne il proprio destino in una storia teatrale che sembra rispecchiare gli elementi caratterizzanti della sua vita (intrighi, abbandoni, bugie e sotterfugi) in una sorta di teatro nel teatro come nell'Amleto di Shakespeare. L'autrice Rita Charbonnier, con estrema grazia, prende per mano il lettore per farlo assistere all'emozionante debutto teatrale di Maria Stella, arricchendo la narrazione delle palpitanti trepidazioni provate dalla protagonista, che ormai fantastica sul suo futuro: "Mi vedevo contesa tra i massimi compositori in voga, mi vedevo omaggiata dai reali, mi vedevo abbandonare con sdegno il piccolo impresario fiorentino e la sua misera moglie dalla testa pelata, per interpretare il ruolo della protagonista in un'opera di Antonio Salieri o di Wolfgang Amadeus".
Come spesso accade, ahimè, i sogni di ragazza non trovano riscontro nella realtà: l'intensa esperienza teatrale, infatti, giungerà al termine, poiché altri eventi, altre opportunità le faranno vivere ciò che non avrebbe immaginato e la condurranno in giro per le corti europee. A Vienna, alla fine della rappresentazione de "Il flauto magico", incontrerà davvero W. A. Mozart. "Nella folla che occupava il salone, si è aperto uno squarcio, come si apre in una fila di danzatori, e inquadrata nella prospettiva dei corpi allineati è apparsa, in fondo, la figura di un ometto; aveva in mano un piattino di caramelle dal quale attingeva, e il suo sguardo vagava irrequieto da un punto all'altro della sala. L'avevo già visto nella fossa dell'orchestra: era Wolfgang Amadeus Mozart. Era vestito con eleganza, per quanto in modo vistoso. Mi è parso molto piccolo di statura, quasi un nano. Indossava una bellissima parrucca ondulata che però, rendendogli la testa troppo grossa, lo faceva sembrar più basso ancora".
In questo libro - così ricco di profondità e spessore, di acute osservazioni psicologiche sui risvolti che la lotta per affermare la propria identità determinano nella vita di Maria Stella Chiappini - Rita Charbonnier indaga l'animo umano, illustrandone le svariate sfaccettature e le trasformazioni che avvengono negli uomini e nelle donne, nel corso degli anni e degli eventi, a seconda delle proprie famiglie di origine e dei contesti nei quali vivono. Muovendosi tra storia e letteratura, tra finzione e realtà, la scrittrice ci offre scenari di grande forza e bellezza, su cui prendono respiro personaggi vivi, credibili, carichi di umanità. "La strana giornata di Alexandre Dumas", romanzo pubblicato nel 2009 per Edizioni Piemme Spa, è stato, da dicembre 2013, auto-pubblicato dalla stessa in formato eBook e distribuito sulle maggiori piattaforme. Il libro comprende un capitolo, inedito in Italia, "Mes memoires" di Alexandre Dumas padre, testo tradotto dalla scrittrice e che ha ispirato la storia.

http://blog.ritacharbonnier.com/
www.ritacharbonnier.com

In alto nella foto, copertina del romanzo di Rita Charbonnier e immagine d'epoca di Maria Stella Chiappini.

Paola Marino
(10 settembre 2014)

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